Il Salotto, l’Accademia, la Lingua…”Venerdì in Musica a Palazzo Primoli”

HT Classical è lieta di annunciare per il 2024 il ciclo di concerti “Venerdì in musica a Palazzo Primoli”, dedicati alla musica vocale da camera, che vede come protagonista la mélodie, canzone d’arte emersa in Francia intorno alla metà dell’Ottocento.

Derivata dalla romance settecentesca, la mélodie rispose alle istanze della nuova poesia romantica francese anche attingendo alla tradizione liederistica tedesca, diffusasi in Francia con le composizioni di Franz Schubert. Nel corso dell’Ottocento la sua fortuna aumenta notevolmente, tanto che viene accolta da un lato tra le forme operistiche, dall’altro tra quelle strumentali, i cui primi esempi risalgono agli ultimi decenni del secolo precedente. Tra i compositori più rappresentativi del nuovo genere, Gabriel Fauré è considerato il padre della mélodie per la sua particolare attenzione alla prosodia della lingua francese e per la finezza armonica del suo accompagnamento pianistico. Sei mélodies di Fauré, su testi di Verlaine e Silvestre, beau soir di Debussy su testo di Bourget e le chanson romanesque, chanson epique e chanson à boire del Don Quichotte à Dulcinée di Ravel aprono il primo di una serie di concerti, la Rassegna proseguirà ancora con Debussy e Ravel, Massenet, Gounod, Bizet e l’esecuzione dei raffinati Piano Trio di Ravel e Debussy, per chiudere con le chansons, apparentemente più leggere, di Francis Poulenc.

Biblioteca Primoli, una storia affascinante…

La Biblioteca del Conte Giuseppe Primoli è uno dei rari interni in stile eclettico ancora visibili a Roma. Studioso, collezionista, bibliofilo e fotografo, Gegé Primoli fu uno dei personaggi più vivaci della Roma di quel periodo: impegnato a tal punto da diventare figura di spicco, uomo raffinato più che dandy e con il solo talento di avere un grande gusto letterario, fu sicuramente il punto di contatto più diretto tra la Parigi della Belle Epoque e la Roma dannunziana.
Un occhio curioso, un uomo mondano. Discendeva dai napoleonidi, essendo sua madre Charlotte Bonaparte (1832 – 1901), figlia di Carlo Luciano Bonaparte e di Zénaïde Bonaparte. Visse a Parigi durante il Secondo Impero, tra il 1853 e il 1870, dove frequentava molto spesso il salotto della zia, principessa Matilde Bonaparte, in rue de Berry o, d’estate, nella tenuta di Saint-Gratien. E’ così che ebbe modo di incontrare tutti o quasi gli scrittori e i poeti più celebri del tempo (Ernest Renan, Théophile Gautier, i Goncourt, François Coppée) e strinse amicizia con molti di loro. Così, quando si trasferì a Roma, importò questo piglio salottiero e frequentò tutto il bel mondo della Roma decadente: frequentava gli ambienti intorno alla rivista «La Cronaca Bizantina» e al giornale «Il Capitan Fracassa»; divenne amico di Enrico Nencioni, di Cesare Pascarella, di Arrigo Boito, di Giuseppe Giacosa; fu amico e confidente di Gabriele D’Annunzio, fotografò anche sua moglie Maria Hardouin e suo figlio Mario.

Si interessò subito alla fotografia e al collezionismo librario, cominciando a raccogliere i libri provenienti dalle biblioteche della sua vasta parentela romana e francese , da quelli scritti o posseduti dai suoi diretti ascendenti (i bisnonni Luciano e Giuseppe Bonaparte, il nonno Carlo Luciano, la nonna Zenaide, il prozio Luigi, lo zio cardinale Luciano, la zia Giulia, la stessa sua mamma Carlotta, la zia Mathilde) a quelli degli altri numerosi napoleonidi romani, i Campello, i Gabrielli, i Ruspoli, i Valentini, i Del Gallo di Roccagiovine, i Borghese. A questi si aggiungono incunaboli, cinquecentine, edizioni preziose del ‘600 e del ‘700, innumerevoli testi dell’800, quasi tutti in edizione originale. Non si lasciava sfuggire alcuna occasione, a Roma e a Parigi soprattutto ma anche altrove e nelle librerie, nelle vendite pubbliche o di beneficenza, dagli antiquari, per comprare volumi su volumi. Molti altri libri poi li riceveva in dono dai suoi numerosissimi amici scrittori, francesi e italiani, pubblicati nel mezzo secolo che va dal 1875 alla sua morte (1927).
La biblioteca si compone di stanze molto ampie: la prima, una sorta di corridoio ingresso con le pareti coperte di libri, e una seconda, attraverso cui si entra tramite una porta dalle facce di medusa, è un salone diviso a metà da una balaustra in legno. Le sale sono tutte rivestite di scaffalature sormontate da una serie di vedute di Roma, tele settecentesche di scuola vanvitelliana, con boiseries, loggette, balaustre, transenne, soffitti a cassettoni, festoni e liste di nomi, in caratteri cubitali dorati, di scrittori e personaggi di tutti i tempi e paesi, un ritratto di donna ad olio, leonardesco o luinesco (che rappresenta una Gioconda nuda), e ancora busti antichi in marmo o più moderni in gesso.
Fotografo per diletto e collezionista per divertimento, fu abbastanza ricco da permettersi di restaurare e ampliare, tra il 1904-1911, il suo Palazzo romano di Via Zanardelli dall’architetto Raffaello Ojetti. Qui, oltre a collezionare libri, cominciò a raccogliere oggetti, quadri, statue, suppellettili, reperti archeologici e qualsiasi tipo di memorabilia che riguardasse la sua ramificatissima famiglia materna, dal I al II Impero.
Per testamento istituì la Fondazione Primoli, che gestisce la Biblioteca, l’Archivio e il Gabinetto Fotografico. La collezione di oggetti napoleonici, oggi Museo Napoleonico, fu invece donata al comune di Roma.
Palazzo Primoli ebbe anche un altro ospite illustre: Mario Praz visse all’ultimo piano di questo palazzo dal 1969 fino alla morte avvenuta nel 1982. 

PROGRAMMA:

Gabriel Urbain Fauré
Piano Trio in RE minore, op.120
I. Allegro ma non troppo
II. Andantino
III. Allegro vivo
Mandoline (P. Verlaine)
Après un Rêve (R. Bussine)
En Sourdine (P. Verlaine)
Le secret (A. Silvestre)
Notre amour (A. Silvestre)
Fleur jetée (A. Silvestre)

Charles François Gounod 
Roméo et Juliette
Polyeucte (Jules Barbier e Michel Carré)
Chanson du Roy de Thulé
Chanson de Printemps
Mélodies

Alexandre-César-Léopold Bizet
Chanson d’Avril
Carmen (Prosper Mérimée

Achille Claude Debussy
Piano Trio in SOL maggiore (1880)
I. Andantino con moto allegro
II. Scherzo
III. Andante espressivo
IV. Finale. Appassionato
Romance (P. Bourget)
Nuit d’Etoiles (T. de Banville)
Mandoline (P. Verlaine)
Beau soir (P. Bourget)

Jules Émile Frédéric Massenet
Meditation from Thais per Violino e Pianoforte
Crépuscule
Élégie
Nuit d’Espagne

Joseph Maurice Ravel
Piano Trio in LA minore
Don Quichotte à Dulcinée (Chanson Romanesque, Chanson Epique, Chanson à Boire)
Cinq mélodies populaires grecques (trad. M.D. Calvocoressi)
Le Réveil de la Mariée
Là-bas, vers l’église
Quel galant m’est comparable
Chanson des cueilleuses de lentisques
Tout gai !

Francis Jean Marcel Poulenc
Violon (L. de Vilmorin)
Les Chemins de l’amour (J. Anouilh)
Voyage à Paris (G. Apollinaire)

Stage Manager: Giovanni Del Monte
Pianoforte: Mirco Roverelli, Roberto Piana, Anna Paola Milea, Maria Di Pasquale Baumann, Beatrice Vergura
Soprano: Cristina Piperno, Costanza Fontana
Mezzosoprano: Stefania Colesanti
Baritono: Patrizio La Placa
Ensemble: Piano Trio Parsifal, Ars Trio
Direzione Artistica: Maria Di Pasquale Baumann, Anna Paola Milea
Produzione Esecutiva: Giovanni Del Monte
Segreteria di Produzione: Dr.ssa Sandra Cappello