Vivaldiana 2024 “La Gloria e Imeneo”

All Saints' Anglican Church - Via del Babuino 153 Roma

19 Maggio 2024 Ore 18:30

Le ‘Serenate Francesi’ di Antonio Vivaldi sono un gruppo di opere composte ed eseguite fra la metà degli anni Dieci e Venti del Settecento, per celebrare alcuni fra gli avvenimenti e le ricorrenze più significative inerenti alla storia della monarchia transalpina e, di riflesso, a quella dei suoi rappresentanti diplomatici residenti in Italia. Il secondo di questi lavori, La Gloria e Imeneo, RV 687, fu commissionato a Vivaldi dall’ambasciatore francese a Venezia, Jacques-Vincent Languet comte
de Gergy, in occasione delle nozze di Luigi XV con la principessa polacca Maria Leszczynska e fu eseguito durante una festa organizzata nel giardino dell’ambasciata la sera del 12 settembre 1725. Oltre a “La Gloria e Imeneo”, per Languet Vivaldi compose anche la serenata a tre voci “L’unione della Pace e di Marte”, RV 694, il “Te Deum”, RV 622 (entrambi perduti, ma eseguiti il 19 settembre 1727 per festeggiare la nascita delle due figlie gemelle di Luigi XV e Maria Leszczynska), e probabilmente la serenata “La Senna festeggiante”, RV 693, eseguita verso la fine del 1726 in occasione del genetliaco di Luigi XV o per la cerimonia pubblica dell’entrata dell’ambasciatore in città. A differenza degli altri brani citati, di cui non è semplice ricostruire la genesi o la destinazione d’uso, possediamo ben due resoconti sulle circostanze in cui ebbe luogo la prima (e a quanto pare unica) esecuzione de La Gloria e Imeneo. Il primo è un poscritto allegato a una lettera inviata da Languet al cardinale Filippo Antonio Gualterio pochi giorni dopo la festa, il 15 settembre 1725, mentre il secondo è una corrispondenza pubblicata sul Mercure de France nell’ottobre dello stesso anno. Grazie a questi documenti sappiamo che la serenata «si recitò nelle stanze della loggia posta in termine del Giardino» e fu «recitata da bravissimi Musici, e Cantatrici, quali con soavità della loro voce, quali novelli Orfei trassero a sé numero infinito di gondole, quale nascondea il mare istesso agl’occhij de’ riguardanti». Vivaldi, che aveva da poco oltrepassato i quarantacinque anni di età, si trovava all’apice della propria carriera e poteva contare su una solida reputazione internazionale, tanto da essere definito «le plus habile compositeur qui soit à Venise». Il testo poetico, di autore ignoto, è piuttosto convenzionale: Imeneo, il dio greco figlio di Apollo, e la personificazione allegorica della Gloria fanno a gara per decantare le virtù della coppia di sposi omaggiati nella serenata, prospettando loro le gioie imminenti delle nozze e quelle di là da venire, prodotte dai frutti della loro unione.
La musica di Vivaldi, che comprende alcuni brani tratti dalle sue più recenti produzioni operistiche, è invece un compendio di quanto di meglio il compositore scrisse durante la terza decade del secolo. Per la brevità dei recitativi, la cui funzione è quasi esclusivamente quella di preparare e collegare i numeri musicali, e per l’assoluta preminenza di questi ultimi, non di rado caratterizzati da una profonda integrazione fra la scrittura vocale e l’accompagnamento orchestrale, questa serenata può essere considerata a tutti gli effetti un ‘concerto di arie’ (Konzertarien), vale a dire quella forma di spettacolo tanto deprecata dalla storiografia musicale ottocentesca quanto apprezzata dal moderno ascoltatore, nei confronti del quale mantiene inalterato tutto il suo fascino e il suo valore.

HT Classical Baroque Soloists

Nasce nel 2022 dall’amore per la ricerca della qualità, delle prassi tematiche e l’interesse per la riscoperta di brani e compositori più o meno conosciuti dell’epoca Rinascimentale e Barocca fino al tardo ‘700.

I’Ensemble si esibisce regolarmente in Italia e in modo particolare a Roma, con unanimi consensi di pubblico e di critica. All’estero ha effettuato tournée in Europa, Nord America e Sud America, esibendosi in teatri di grande prestigio. Nel 2023/2024, HT Classical Baroque Soloists esegue ed eseguirà regolarmente i concerti delle Rassegne “L’Estasi del Talento” e “Avanti con l’Opera”.

Programma:

Concerto in Do minore per archi e basso continuo (RV 118)

Concerto in Re minore per archi e basso continuo (RV127)

“La Gloria e Imeneo” in Sol maggiore RV 687
Serenata per soprano, contralto, archi e basso continuo

1. Dall’eccelsa mia Reggia, ove splende d’intorno
Recitativo per contralto e basso continuo
2. Alle amene franche arene – Andante (fa maggiore)
Aria per contralto, archi e basso continuo
3. Del Polono Cielo beltà più rara
Recitativo per soprano e basso continuo
4. Tenero fanciuletto – Allegro (sol minore)
Aria per soprano, archi e basso continuo
5. E voi Gratie, ed Amori
Recitativo per contralto e basso continuo
6. Questo nodo, e questo strale – Allegro (si minore)
Aria per contralto, archi e basso continuo
7. Dall’Inclita Regina al dolce sguardo
Recitativo per soprano e basso continuo
8. Sherzeran sempre d’intorno – Andante molto (la minore)
Aria per soprano, archi e basso continuo
9. Impatiente il desio attende la sua gioia
Recitativo per contralto e basso continuo
10. Godi pur ch’il caro Sposo – Allegro (re maggiore)
Aria per contralto, archi e basso continuo
11. Al vezzo al guardo al brio
Recitativo per soprano e basso continuo
12. Care pupille tra mille, e mille – Allegro (sol minore)
Aria per soprano, archi e basso continuo
13. Da innesto così Augusto
Recitativo per contralto e basso continuo
14. Al seren d’amica calma – Andante molto (fa maggiore)
Aria per contralto, violini e basso continuo
15. Già della Regal Pompa stupito il Mondo
Recitativo per soprano e basso continuo
16. Vedrò sempre la pace – Allegro (mi minore)
Aria per soprano, archi e basso continuo
17. Non turbino giammai noiose cure
Recitativo per soprano e basso continuo
18. Se ingrata nube – Allegro (do maggiore)
Aria per soprano, archi e basso continuo
19. In van potrà la Sorte à si belle ritorte
Recitativo per contralto e basso continuo
20. Ogn’or colmi d’estrema dolcezza – Allegro non molto (mi maggiore)
Aria per contralto, archi e basso continuo
21. Delle Regali nozze compito il Sagro ufficio
Recitativo per soprano, contralto e basso continuo
22. In braccio de’contenti – Allegro (fa maggiore)
Aria per soprano, contralto, archi e basso continuo


Organico: soprano (Gloria), contralto (Imeneo), archi, basso continuo
Composizione: 1725
Prima esecuzione: Venezia, 12 settembre 1725
Edizione: inedita
Dedica: per il matrimonio di Luigi XV con la principessa polacca Maria Leszczynska

La Gloria
E voi, Grazie ed Amori,
Intessete di fiori
Odorose ghirlande,
E il letto nuziale
Meco spargendo andate.
Imeneo
Quanto avran più di pregio
Questi Augusti Sponsali
Se per pronuba ancor hanno la Gloria.
La Gloria
O avventurosa coppia
Di già scelta dal fato
A render me più illustre e te felice,
Quanto darti può mai di lieti influssi
Ogni benigna stella
Per me ti sian concesse,
E il mondo con stupor in te ciò veda.
Questo nodo e questo strale
Già ch’aprì piaga vitale
Non potrà più paventar.
Per quel genio e per quel core
Egual spirto, egual valore
Si prepara a trionfar.
Questo nodo e questo strale…
Imeneo
Dell’inclita Regina
Al dolce sguardo il ciel, la terra, il mare
Applaudono giulivi;
Scorron di miele i rivi,
Fioriti i prati e di più chiara luce
Splendon il sol, le stelle e in ogni riva
Sol si sente d’Amor voce giuliva.
Scherzeran sempre d’intorno
Festosetti gl’amoretti
E in pudico regio petto
Arderà la fiamma bella.
E di nuova industria adorno
Semplicetto e molle affetto
Si vedrà con sua facella.
Scherzeran sempre d’intorno…
La Gloria
Impatiente il desio
Attende la sua gioia
Per il soave indisolubil nodo.
O propicio momento
Per cui l’augusta sposa
Spera appieno di goder del suo contento.
Imeneo
Del luminoso soglio
Più che da me vengon sì cari nodi.
La Gloria
S’uniscano mai sempre,
E sien i casti affetti
Delle più forti, adamantine tempre.
Godi pur ch’il caro sposo
Già fastoso,
Sempre fido t’amerà
E mirando il vago viso
Tutto riso
In lui sol si specchierà.
Godi pur ch’il caro sposo…
Imeneo
Al vezzo, al guardo, al brio
S’accenderan più sempre
Nel Regio sen m’amabili faville.
La Gloria
Elitropio amoroso a que’ bei rai
Forza acquista l’affetto.
Imeneo
Parmi già udir lo sposo,
Che fisso in que’ begl’occhi sì lucenti
Vada sciogliendo il labro in questi accenti.
Care pupille
Tra mille e mille
Degne voi siete
Sol di regnar.
Come mi piace
Con egual face
Amor e Regno
Vedrò brillar.
Care pupille…
La Gloria
Da innesto così augusto
Forman vedransi alti rampolli a’ quali
Fortuna cederà. Già nel volume
Del fato stan descritte
Le gesta, le virtù, l’alte memorie,
I trionfi, l’imprese e le vittorie.
Imeneo
Di fortunati auspicii
Secondi il sommo Giove,
Che rende i re al par di lui felici.
La Gloria
De’ Gigli d’oro sotto l’ombra amena
Fido ricovro stassi
Ove godesi ognor pace serena.
Al seren d’amica calma
Divien l’alma
Bel trofeo d’amore e fé.
Splenderà più luminoso
Quell’amabile riposo
D’un amante cor mercé.
Al seren d’amica calma…
Imeneo
Già della regal pompa
Stupido il mondo tutto
Ammira e loda l’al[ta maes]tà.
La Gloria
Se il Cielo fausto arride a’ miei voti
Mi vedran più fastosa
Con sempre invitto eroe l’augusta sposa.
Imeneo
Vivan sempre beati
Gl’eccelsi nodi, e come
Io li strinsi fra loro,
Li raddoppino poi
E dell’oro l’età torni fra noi.
Imeneo, La Gloria
Vedrò sempre la pace
Che tanto io bramo ognor,
E il ben che tanto piace
Avrò per questo amor.
Dell’innocenza cara
Godrà contento il cor
Né più di sorte avara
Si rivedrà il rigor.
Vedrò sempre la pace…
Imeneo
Non turbino giammai noiose cure
Sì bel riposo.
La Gloria
Vanti
Un così illustre affetto
Eterna la costanza
Et emula la fede
Imeneo
Ardisce e tenta
Talor fama bugiarda
Offuscar lo splendor qual vil vapore,
Ma come presto nacque, ei così muore.
Se ingrata nube
Languire il sole
Fa su nel Cielo
Tosto fugata
Splende più bello.
Se’l freddo gelo
Indura l’onda
Disciolto alfine
Dall’empie brine
Lambir la sponda
Vedi il ruscello.
Se ingrata nube…
La Gloria
Invan potrà la sorte
A sì belle ritorte
Porger legge o commando. Argo novello
Sarò nel rimirare
E dell’uno e dell’altra i aviti preghi.
S’appaghi il lor desio,
Si maturi l’impegno,
Onde il nume ogn’or fassi più degno.
Ognor colmi d’estrema dolcezza
Siete al certo beati occhi miei.
Vagheggiando la loro bellezza
Sempre lieti mirar vi vorrei.
Ogn’or colmi d’estrema dolcezza…
Imeneo
Delle regali nozze
Compito il Sagro Ufficio,
Or la dama n’accerti il mondo tutto.
Con la sua tromba d’oro
Formi echi ed applausi,
Giubili ogn’un con lieti suoni e danze.
La Gloria
E voi Signor, ch’in sen dell’Adria or fate
Questi degni sponsali
Con Gioia festeggiar, io ne decoro
L’ato pensier. S’accresce
A voi per questo ancor, e merto e Gloria;
Nel mio tempio scolpita
Indelebil sarà questa memoria
Imeneo, La Gloria
In braccio de’ contenti
Godrà felice ogn’alma
Più caro il suo piacer.
In sen d’amica calma
Già lieta più sfavilla
La face al bel goder.
In braccio de’ contenti…

POST PRODUZIONE

VIVALDIANA

Cast:

Stage Manager: Giovanni Del Monte
Mezzosoprano: Gaia Petrone
Controtenore: Aurelio Schiavoni
Thiorba: Simone Vallerotonda (Special Guest)
Concertmaster: Paolo Perrone


Informazioni Ensemble:

HT Classical Baroque Soloists

Violini Primi: Paolo Perrone, Maria Carola Vizioli, Katarzyna Solecka
Violini Secondi: Valentina Nicolai, Rossella Croce,
Viola Barocca: Gianfranco Russo
Thiorba: Simone Vallerotonda
Clavicembalo: Elisabetta Ferri
Violoncello Barocco: Andrea Lattarulo
Contrabbasso: Marco Contessi

Team di produzione:

Produzione Esecutiva: Giovanni Del Monte
Coordinamento Artistico: Giovanni Del Monte
Coordinamento Tecnico Musicale e Archivio Storico: Gianfranco Russo
Segreteria di Produzione: Dr.ssa Sandra Cappello
Strumenti Storici e Allestimento: Romeo Ciuffa
Reportage Fotografico e Produzione Grafica: Tommaso Sesti
Progetto e Coordinamento Editoriale: Eraclea Edizioni